La paura della paura

strachLa paura è qualcosa che tutti conoscono. La realtà è che quello che quasi tutti sperimentiamo non è la paura, ma il timore della paura stessa.

Una situazione di pericolo stimola la paura, una risposta sostanzialmente innata presente in tutti gli esseri viventi. Si tratta di una risposta immediata, non mediata, di reazione ad un pericolo reale, specifico. In questo caso lo spavento o la reazione di timore hanno il preciso scopo di aumentare tutti i livelli di risposta dei sistemi del corpo umano per metterlo in grado di affrontare la situazione. Ed ecco i ben noti sintomi, come l’accelerazione cardiaca e respiratoria, l’aumento delle percezioni, l’istinto alla fuga e tutto il resto ben conosciuto.

Ma nella vita ordinaria, gli uomini raramente affrontano una condizione di pericolo reale. Molto più spesso si trovano semplicemente in una condizione che sarebbe più esatto definire di preoccupazione, per quanto molto forte e sicuramente non piacevole. In questo caso parliamo di una risposta molto simile a quella del caso precedente, ma determinata più che da una reale situazione di pericolo, dalla proiezione mentale dello stesso.

In buona sostanza parliamo una volta in più di uno scherzo giocato dalla mente, quella struttura che mediamente dovrebbe elevarci rispetto alla media del regno animale ma che, a seguito di uno smodato e scorretto della stessa, molto più spesso finisce per produrre l’effetto contrario.

Ricordiamo che la mente, salvo rarissimi casi di particolare evoluzione o addestramento, non vive mai nel presente, ma sempre nel futuro (ovviamente del tutto ipotetico). Quello che ci troviamo costantemente a sperimentare è quindi una proiezione più o meno probabile, più o meno verosimile, di conseguenze non ancora avvenute di avvenimenti passati, anche se da pochi secondi.

In queste condizioni, se ci si sofferma ad osservare davvero quelle che sono le nostre sensazioni, si vedrà un fatto sorprendente: noi non abbiamo paura della conseguenza, ma della paura che proveremo se e quando una determinata situazione spiacevole dovesse accadere.

Noi non temiamo la realtà perchè la nostra mente ci proietta costantemente nel futuro. Per questo siamo arrivati a temere di trovarci in condizioni di disagio non per il disagio in sé (che non si è ancora verificato) ma per la paura che sappiamo che proveremo in quella situazione. Nonostante quello che si possa pensare, si tratta della stragrande maggioranza dei casi.

imagesQuesto ha una conseguenza deleteria: da un lato tenderemo ad evitare le situazioni che ci possono cacciare nei guai con un accanimento che supera di molto il livello del buon senso, mentre dall’altro daremo ulteriore motivo alla nostra mente di produrre proiezioni nefaste come possibili conseguenze dei nostri atti.

Come se ciò non bastasse, in questo modo apriamo il fianco a chi questi meccanismi li conosce perfettamente, dandogli modo di fare leva sulle nostre paure, come abbiamo visto quasi del tutto ingiustificate, per produrre effetti sulla nostra vita.

È infatti proprio giocando sul bisogno di sicurezza sempre più elevato delle persone (conseguente ad un sempre più elevato senso di paura) che vengono approvate misure sempre più restrittive della libertà personale oppure, anche senza andare su un terreno di così difficile trattazione, vengono introdotti prodotti e strumenti di cui non ci sarebbe tutto quel bisogno che si sperimenta.

È il caso, ad esempio, di molti farmaci, in particolar modo degli antibiotici, che alcuni medici prescirvono con la facilità con la quale si consiglia di bere un bicchier d’acqua, come nel caso delle sindromi influenzali di stagione. È ovvio che l’influenza è di origine virale, ed è altrettanto ovvio che un antibiotico ad un virus non fa neppure il solletico (anzi, ne facilita la vita). Eppure nel nome del timore di ipotetiche “sovrainfezioni batteriche”, vengono vendute tonnellate di farmaci per motivi del tutto irrisori, con conseguenze negative sia sulla salute che sul portafogli delle persone.

Dovrebbe essere importante imparare a distinguere la paura dalla paura della paura. È uno dei modi per rendersi più consapevoli di ciò che davvero dobbiamo temere in confronto a tutta la pletora di falsi timori, preoccupazioni e timori che ci avvelenano costantemente la vita e sui quali molti personaggi privi di scrupoli fondano azioni spesso del tutto riprovevoli.

In pratica

Quando ci sentiamo assaliti dalla paura per qualcosa che non è ancora avvenuto, un buon sistema è quello di rivolgerci alla nostra mente come faremmo con un’altra persona, magari molto giovane, colta da una crisi di panico. In altre parole parliamo a noi stessi, con calma e tranquillità,  dicendo qualcosa tipo:

“Dai, stai tranquillo, non è successo nulla e non è affatto detto che accada. Facciamo così: tu ti calmi per qualche minuto, poi se ancora davvero esiste un motivo per avere paura, ti darò retta”.

Vedrete  che la  mente si calmerà quasi istantaneamente e dopo i fatidici “pochi minuti” promessi, nel 90% dei casi non ci sarà più segno di preoccupazione.

7 thoughts on “La paura della paura”

  1. E também esteve meu colega da TAP, o Fur. Mil. Pára Manuel Gomes Martins, do Pelotão do Alf. Miliciano Chauki Danif (guiné 73/74), o primeiro navegador em solitário à volta do mundo. ano e meio sozinho nas tempestades e acalmias, num barquinho à vela de 10 metros.É necessário ser doido, não é?Prometeu entrar para o blogueObrigado (provisório) a todosJosé Brás

    1. What do you mean you are not allowed? Either you are a minor and your parents do not allow you to own one, or you are in a country where iPhones are banned.

    2. Da hat der Didi aber tief in die Trickkiste gegriffen – Respekt! So wie es aussieht, haben sie sich von allen Ruten-Dauerbrennern der letzten 2 Jahre die optischen Alleinstellungsmerkmale geschnappt und einmal umgerührt. Ich assozieiere: G-Lomis (Kork-Mix), Aspius (Lackierung der Blanks) und Schraubverschluss oben ala. Rocksweeper. gut komponiert! Für den Preis werden die Ultrons sicherlich weg gehen wie warme Semmeln.Roland, Danke für den Beitrag und die Bilder!

    3. hi Thảo.Cách duy nhất là phải tự học em à. Tụi anh cũng phải vừa làm vừa học. Những kiến thức trong trừong không bao giờ đủ. Em chịu khó đọc thêm sách báo về kinh tế tài chính nhé. Có gì cứ post lên đây nha.

  2. Du har vært fantastisk dyktig. Dette er jammen noe å glede seg til.. Det at veien blir til etter hvert som en holder på.. er også noe jeg har erfart. Det ene avløses av det andre.. og vips så har du laget en hel hage. Lykke til videre!

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