Piacere, Benessere!

white-tigerGioia e Bellezza sono un diritto inalienabile. Ma bisogna coltivarli

Difficile da accettare, ma l’abitudine al dolore, alla fatica, al brutto, alla logica della sottomissione al dovere ha preso in mano le redini della vita di molti di noi, rendendoci quasi insensibili al richiamo del bello, della leggerezza e del piacere.

Siamo spinti da ogni dove a percepire il brivido di paura lungo la schiena, quando invece dovremmo sintonizzarci col piacere. Ci siamo persi nel prendere in considerazione i segnali di fastidio e non riusciamo più a cogliere altri segnali, che sono di gioia e passione, di sorrisi, quelli che davvero provocano piacere nel corpo, nelle ossa, nei muscoli, fin dentro le cellule.

E questo non accade solo al contatto con altre persone, le persone che amiamo e della cui presenza nella nostra vita siamo più abituati che grati. Il piacere fisico si trae anche dalla vista di un bell’oggetto (pensa anche solo a un quadro o una scultura) o di un luogo incantevole, di un panorama mozzafiato. Se abiti sotto le guglie del Duomo, le dai così per scontate che nemmeno alzi più la testa a controllare che siano ancora lì. Se vivi di fornte al mare, passi giornate intere senza ascoltarne il suono, solo perché “tanto è sempre lì”.

Ci siamo persi il tempo per sederci e osservare. Di qualsiasi cosa si tratti, anche di un pensiero. Ossevare e lasciare che il piacere si impossessi di noi, dei nostri sensi, che ci invada permeando ogni atomo.

Ci siamo persi la natura di cui siamo parte, il “naturale”. E dunque, abbiamo perso il contatto con la bellezza. Quel contatto che provoca in noi la sensazione di stare bene, di essere nel posto giusto al momento giusto e perfettemente in sintonia con noi stessi e con tutto quello che ci gira intorno (o a cui giriamo intorno).

Lo abbiamo perso, ma solo di vista. Perché ciò che potrebbe suscitare in noi piacere cellulare è sempre lì, davanti ai nostri occhi, pronto alla bisogna. Sarebbe sufficiente, fermarsi, chiudere gli occhi un istante e nel gesto di riaprirli, guardare con lo sguardo della purezza, senza giudizio, senza volontà di possesso e di controllo.

Chiudo gli occhi alla paura e al giudizio, apro gli occhi alla bellezza. È tutto qui. Urge ricordare che il piacere è un diritto inalienabile ma che nessuno lo percepisce al posto nostro così come nessuno soffre per noi. Il piacere è una sensazione da coltivare, da ricercare senza vergogna né sensi di colpa. Perché è nel piacere che sta la gioia e dalla gioia sboccia quella sensazione di sentirsi bene che dovrebbe essere condizione quotidiana, al di là delle aspettative, dei timori e del dubbio di esserne degni.

Tutti, nessuno escluso, abbiamo diritto alla bellezza, a patto di saperla vedere. Tutti abbiamo diritto alla gioia, a patto di saperla coltivare.

 

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