Chi ha paura di cambiare

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Non sempre il cambiamento viene per nuocere…

La nostra pena e la nostra goia. Tutto ciò che conosciamo non resta mai uguale a se stesso. Tutto ciò che arriva, ad esempio, prima o poi è destinato ad andare via. Tutto ciò che se ne va, anche sotto forme differenti, prima o poi torna. Gli antichi e gli anziani hanno coniato detti e scritto interi trattati sul cambiamento e sulle sue leggi. Dal pantarei di Eraclito e Parmenide fino al nuovo che avanza di renziana attitudine, il cambiamento ha fatto più morti delle guerre, essendo spesso esso stesso comburente dei conflitti più sanguinosi come l’ossigeno per l’aria. Ma anche per mancanza di accettazione.

In realtà, in questa seconda decade del ventunesimo secolo, il cambiamento è davvero l’ossigeno della vita quotidiana. L’attitudine al cambiamento è una benedizione per chi ce l’ha e un incubo per chi ne è privo. Imparare a trasvalutare e a relazionarsi con l’impermanenza è di vitale importanza, oggi. Cambiare attitudine nei confronti della vita stessa è diventato irrinunciabile. Imparare a comprendere che il  posto di lavoro non è più “fisso”, per esempio, a vedere la famiglia non più composta da un padre e una madre ma da più di due genitori o da genitori dello stesso sesso o da genitori che cambiano sesso. Così come accade ai figli. Poiché tutti, in modo biblico oppure no, viviamo l’esperienza figlio e l’esperienza padre/madre.

Nonostante il cambcambiareiamento sia nato con la specie umana, molti di noi si accorgono della sua “esistenza” solo in momenti di crisi, di accadimenti esterni e, apparentemente, indipendenti dalla nostra volontà. Il cambiamento nasce -filogeneticamente e ontogeneticamente- con l’essere umano e che le due linee evolutive siano speculari o no ha poca importanza. Ciò che le fonda e che le rende del tutto simili nel “viaggio” è proprio la trasformazione e l’attitudine a sopravvivere alla trasformazione.

Perché dunque non imparare a relazionare noi stessi con il cambiamento, con ciò che è ineluttabile e provare a vivere in modo più armonico con l’essenza stessa della vita? In questo numero, abbiamo raccolto una serie di articoli di natura differente, più o meno vicini al nostro quotidiano e in ciascuno di essi abbiamo voluto inserire un piccolo consiglio da riportare proprio nella vita di tutti i giorni.

Dall’abitare, al rapporto con i colleghi, a quello con i nostri cani di casa, dal cibo alla cura di sé, dai libri ai film di cui ci nutriamo e ai luoghi che frequentiamo. Al grande contenitore che è il WEB e a come ci ha cambiati. Non solo. A chi si ritiene razionale e “con i piedi per terra”, suggeriamo di leggere attentamente tutti gli articoli poiché nel cambiamento valgono leggi matematiche che i nostri sensi percepiscono in modo differente.

Dice il saggio: l’unica costante nella vita è il cambiamento. Cambiare è necessario. Imparare a farlo, un’arte che dura una vita. E forse più.

 

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