Poter cambiare il proprio pensiero

C’è qualcosa di pernicioso ma anche di estremamente affascinante nelle emozioni negative, che sono dotate di una loro perversa attrattiva intrinseca che le rende molto più permanenti nell’animo delle loro controparti positive.

In natura però il simile attira il simile (nel mondo dei sentimenti) e quindi le emozioni negative, oltre ad avere le ben note ripercussioni fisiche dannose, tendono allo stesso modo ad attirare situazioni ben poco gradevoli.

Zidane-vs-MaterraziDiciamo che in questo caso il nostro campo emotivo tende ad “orientarsi” in direzione della negatività, una disposizione che, a furia di reiterazioni, anziché occasionale tende a stabilizzarsi nel tempo.  Con l’affermazione progressiva di un processo di questo tipo, la riconversione di emozioni e pensieri in direzione di ciò che è bello e pulito riuscirà sempre più difficile, rendendo via via più problematico vivere in condizioni di armonia.

Esiste ovviamente una soluzione a tutto ciò, qualcosa che implica l’utilizzo di un po’ di buona volontà, presenza  e capacità di osservazione. Ma soprattutto di un cuore coraggioso.

Per cuore in questo caso non si intende l’organo fisico, quanto piuttosto un nucleo esistenziale di presenza che ognuno di noi possiede, se non altro a livello potenziale. Si dice, ad esempio in campo musicale, che un musicista “ha cuore” quando la sua musica presenta un’integrità, una costanza nel contenuto.

Ognuno di noi ha un cuore, qualcosa che giace intoccato al nostro interno in quanto vibratoriamente ed intrinsecamente inaccessibile a ciò che di negativo esiste in questo mondo.

Il nostro nucleo in altre parole, per piccolo che sia, non può essere “sporcato” da eventi esterni né interni, e può quindi essere impiegato come attore principale nel contrastare la polarizzazione verso emozioni e contenuti negativi in genere.

Il processo per ottenere l’aiuto del cuore è qualcosa di velocissimo, direi istantaneo, anche se poi per svolgersi completamente impiega comunque una certa quantità di tempo.

In buona sostanza, quello che occorre fare è… decidere. In un solo momento, con un preciso atto di volontà (ma quella vera, non la semplice verbalizzazione mentale), che noi non siamo tutta quella sofferenza, rabbia e arrabbiatura che stiamo provando.

Se siamo in preda alle emozioni negative, lo dice la parola stessa: siamo vittime. Al contrario, dobbiamo evocare in noi la capacità di combattere, trasformandoci da prede impotenti in cacciatori spietati in modo da poter prendere letteralmente a calci nel sedere tutto ciò che in noi non sia positivo.

Come diceva Krishnamurti, è “la fine del giudizio” e la nascita di un processo di cambiamento fondamentale per chiunque ricerchi qualcosa di più bello e vero all’interno di sé stesso: il potere di cambiare il senso del proprio pensiero e delle proprie emozioni, in modo da concederci non solo quella bellezza che andiamo cercando ma anche la possibilità, forse più importante ancora , di condividere tale armonia con i nostri cari e coloro che amiamo.

Tecnica rapida:

Se siamo in pubblico, troviamo qualcosa da guardare: una vetrina, un quadro, un annuncio in bacheca: qualunque cosa possa giustificare che qualcuno stia fermo dando le spalle al mondo; se invece siamo in privato procediamo direttamente come segue.

numbersChiudiamo gli occhi (sappiamo che nessuno se ne accorgerà perchè ufficialmente stiamo fissando qualcosa che giustifica questo atto) e inspiriamo a fondo rapidamente (ma non tanto da fare rumore). Pronunciamo nella nostra mente “Sette… Quattordici.. Ventuno” e subito dopo espiriamo con calma, mentre iniziamo un conteggio alla rovescia mentale, partendo da 97 a scendere e portandolo avanti fino alla fine dell’espiro.

Mentre inspiriamo come prima (velocemente ma non troppo, quindi) riprendiamo il conteggio dal numero cui siamo arrivati ma a salire. Una volta riempiti i polmoni ripetiamo dall’inizio.

Eseguita la terza espirazione le nostre emozioni negative saranno notevolmente diminuite. Il motivo? Esclusi rari casi di origine organica, l’ansia, la rabbia e le altre emozinoni negative sono generate per lo più dalla nostra mente che proietta nel futuro immediato le nostre paure, prendendo spunto da quello che pensiamo ci accadrà di lì a poco. Utilizzando questa tecnica togliamo alla mente uno dei suoi più efficaci strumenti di tortura: la continuità tra pensiero ed emozione negativa.

Maria Laura Cavalli

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